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IL PAESE DELLE FATE

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C'era una volta un'isola fiorente,
che si specchiava dentro una laguna
dal vento accarezzata dolcemente;
vegliava su di lei la dea Fortuna,
che rese quella terra generosa,
felice quanto mai non fu nessuna;
avvolta in una nebbia misteriosa
si nascondeva al cauto viaggiatore
feconda, prorompente, rigogliosa;
inutile cercare il suo bagliore:
non era in chissà quale continente,
ma nell'intimità del nostro cuore.


L'assalto non temeva: folle impresa
perché deserti, boschi ed acquitrini
rendevano insidiosa la contesa;
nel mare che bagnava i suoi confini,
sui corsi d'acqua, sopra gli alti monti
non si vedevan torri né fortini,
nessuno presidiava quelle fonti
poiché non c'era niente da rubare!
Non esistevan principi, né conti,
né corti, nè cantine da vuotare,
e questa legge a tutti era compresa:
un corpo ignudo... non si può spogliare

A volte, si arenava sulle sponde
qualche straniero nell'imbarcazione
portata lì dall'impeto dell'onde;
cercavano dimora e protezione
famiglie bisognose, disperate,
che di sfamarsi avevano occasione.
In quelle terre tanto smisurate
non si chiedeva mai la provenienza
alle persone semplici e garbate
è cosa ben gradita, l'esperienza
di chi trovò un riparo tra le fronde:
il forestiero è degno d'accoglienza.

(Continua...)