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MAZURKA DEL NONNO
Di Giuliano Piazza, canta Federico Berti

Artista italiana espulsa dal Belgio

Ci scrive Silvia Guerra, fisarmonicista e pantomima del circo, nata in Italia e residente in Belgio da qualche anno. La stampa europea s'è occupata di lei perché trovandosi disoccupata ha ricevuto un decreto di esplusione dal Belgio. La redazione risponde. Leggi l'articolo di Repubblica

NON SOLO OGGI, NON SOLO IN BELGIO

AA.VV. Io vengo dalla montagna, mio marito si ammalò molto giovane e così lo dovetti ricoverare in sanatorio a Firenze, per cui volevo stargli vicino e trovai l'abitazione in un appartamento che davano una stanza, per dodici anni ci sono stata. Quando arrivai non mi davano la residenza, perché non avevo un lavoro fisso. Allora ho dovuto servire nelle case a ore per quattro anni, dopo facendo questa assistenza e conoscendo un'impiegata in una ditta di confezioni, lei mi fece entrare. Ma finché non avevo questo contratto in regola dovetti arrangiarmi.

TRE MESI LAVORO E SEI DISOCCUPATA

Quando volevo stare a Firenze mi sono cercata un lavoro, non un sussidio, quello mi ricordo lo davano alle mogli dei soldati in guerra, oppure se eri proprio malato con tanti figli a carico; la mia nipote anche ora fa così, tre mesi lavora e poi sei mesi piglia la disoccupazione, ma ci vuole un foglio che abbiano lavorato, si può mica vivere a ricasco. Laggiù nel Belgio è un altro mondo, un altro Stato, fa parte dell'Europa ma ha trovato qualche profittatore che l'ha raggirata allora deve prendersela con lui, mi sembra.

MESTIERI CHE NON DAVAN LO SCONTRINO

Una volta vedevo l'arrotino per le strade, che passava: "Coltelli, arrotino!". E il pesciaiolo, "Pesci di Bisenzio!", poi c'era l'ombrellaio e  anche il lattaio che te lo versava bello caldo appena munto, ma parlo subito dopo la guerra, che son vecchia anch'io: aveva delle stagne d'acciaio con due misurini, uno d'un quarto e uno d'un litro, mio babbo mi raccontava che se non c'era abbastanza latte dentro, lo allungavano coll'acqua. Dal merciaio colle stoffe s'andava a comprare, il lenzuolo avevano un rotolo e tu prendevi la misura, quando non avevo i soldi mi faceva credito perché ci si fidava di più. Questi mestieri però non davano mica lo scontrino, erano tutte persone conosciute; stranieri non ne ricordo, invece quelli che venivano ad aggiustare i paioli, a pulire il camino, quelli non erano italiani.

DOVEVAN PAGARE IL SUOLO PUBBLICO

Mio babbo quando faceva i corbelli era solo a tempo avanzo che aveva da guardare la vigna, l'uliveto, il più delle volte li faceva dopo cena e poi li vendeva al mercato a Pescia. Doveva pagare il suolo pubblico, il guadagno non lo dichiarava; che dire di quelli che andavano in maremma a tagliare la legna? Tornavano più spogliati di prima, non gli facevano il contratto e stavano due o tre mesi, tu pensa qui sopra a Filigare ci stava la frontiera una volta, passavi dalla Toscana a Bologna era come andare all'estero, la dogana è poco che è andata via. Mia sorella  con mio cognato finì in Calabria a Roccella Ionica, perché il conte voleva fare un vivaio di ulivi là che non c'era nulla, vennero quelli del patronato e dissero: "Si va per sindacati, partiti!", ma niente da fare. Anch'io ho fatto scarpe, cappelli, guanti. Nel mio paese c'eran sette sarte, quello che veniva per quindici giorni diceva: "Io so cucire, ma non so tagliare" e allora ci pensavano loro, sono sempre andate ma contratto mica no. 

LA LICENZA DEL SALTIMBANCO

L'arrotino però aveva il permesso dal Comune, un foglio che lo faceva vedere e il timbro, almeno quando venivano lì a Capraia. Era autorizzato, non dicevano che era disoccupato perché un lavoro ce l'aveva, faceva l'arrotino. Qualcosa mi ricordo anch'io della mia mamma, mi raccontava, li vedevo col carretto dei cavalli, una stanza e le finestrine, ogni paese gli mettevano il timbro perché dovevano pagare la tassa,;qualcosa lo dava, la stessa licenza di quelli che si fermavano dieci giorni o quindici, secondo di dove venivano, nelle piazze mettevano queste cabine con tre scalini, entravano dentro e c'era la casa sua. Li chiamavano 'saltimbanchi', oggi non c'è più quel permesso, non l'ho capita ma è diverso da prima.

LEI SI DEVE TROVARE UN LAVORO

Moira Orfei tu vedi che carovana che ha? Si vede che lavoro non gli manca. Se tu non hai nulla non ti guardan neanche, poi c'è quelli che si son comprati sette palazzi. Ma se vuole stare là bisogna che si trovi un lavoro anche da poco.