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MAZURKA DELLA NONNA
Di Giuliano Piazza, canta Federico Berti

Il movimento dei forconi

AA.VV. - Il corteo coi forconi l'hai visto te? Erano grossi quelli da stalla con tre denti, scendevano in piazza portandoli in alto perché la gente fa venire tutta roba dai tedeschi e dalla Russia e i contadini italiani gli tocca sotterrare le cose che hanno raccolto. Perché? Sono i padroni che si lamentano, loro hanno le pecore, le capre, i vitelli e non ci possono fare nulla perché se non la vendono marcisce tutto. Il partito non c'entra, questi forconi non sono di nessun partito: a Torino, a Genova, a Firenze, hanno messo il timbro Italì  per far credere che è roba italiana ma invece no, vendono quella dei loro paesi se ce la fanno ed è carne cattiva, non fresca davvero. Ma è tanto che c'è, finalmente han detto: "Ora basta!".

Ci sono i cortei là fuori pieni così perché non si sa che si mangia, se li vedi bene sono gli operai coi padroni insieme ed è un fatto nuovo perché prima erano solo i contadini che si ribellavano, adesso invece sono quelli della Coldiretti, i padroni. Vedi che aziende grandi hanno? Mamma mia! Come andare al supermercato. Non sono i poveri, ma i ricchi e allora come andrebbe a finire? La mia sorella aveva sposato un vivaista di Pescia che fu chiamato dal conte De Micheli per fare un uliveto e portò il mio cognato se riusciva, lui disse: "Lo faccio se mi dà l'acqua e gli operai, sennò non posso fare nulla". Ora questi forconi vogliono che l'Italia non faccia venire tutto dall'estero. Hanno dormito per quattro notti sotto le tende a Roma, c'era scritto Villa Dama, una famosa villa di Mussolini che si chiamava proprio così, non lo so ma è dove fanno i comizi e si ritrovano, quei posti lì. Però non erano solo i padroni a protestare secondo me, perché ne vedevo tanti, troppi quindi ci sarà stato pure qualche contadino insieme: una volta erano uno contro l'altro, adesso stanno uniti contro chi? Contro il governo, contro lo Stato.

Loro vogliono che le scatolette di carne siano fatte in Italia, anche per la salute: io vidi un cencio, un cartellone lo diceva... Anche la Campania che hanno buttato i rifiuti tossici e poi misero la roba a coltivare sullo stesso campo, che poi la gente muoiono tutti di cancro; la chiamano la terra dei fuochi perché bruciavano ogni cosa, tutta roba che fa male.  Cosa può fare il governo? Che chiuda lassù in cima ai camion, sequestrano e buttan via la roba; in pratica i forconi chiedono che vengano rimesse le frontiere. Il problema è che quelli del Parlamento Europeo non ti fanno mungere le tue mucche perché così devi comprare il latte al supermercato e magari quel latte viene da un altro paese europeo, non è nemmeno più buono come prima, lo bevi sembra acqua. Così non siamo padroni dei soldi, e tutte le reclame che vedi: "Prosciutto a tal prezzo", vorrei vedere se è italiano davvero oppure no, qusti dieci camion quando li fermarono al Brennero ci rimasero male.

Mettere la dogana però vuol dire una tassa in più, se invece tu promuovi la coltivazione e la vendita dei prodotti fatti sul posto, allora diventa una tassa in meno, è diverso: questo deve andare avanti e si deve chiedere i permessi. Vogliamo ritornare agli eserciti? Non è mica di litigare coll'Europa, ma di andare daccordo fra tutti e poter distribuire la nostra roba. Allora a Savona è successo che un gruppo di questi forconi è entrato in una libreria e voleva bruciare tutto, non si sa come siano finiti ma volevano fare paura: quelli sono solo dei malandrini, è cattiveria davvero, non è la cultura che si proibisce, parliamo della roba da mangiare, mica le cartolerie. Avevano detto che era una protesta pacifica, ma allora perché bruciano qua e disfano là? C'era la polizia ma quest'idea dei forconi viene sciupata, se si lascia spazio ai disturbatori.

Pure con Mussolini fu così, la sua famiglia era socialista e all'inizio s'infilavano nei cortei in mezzo agli operai, menavano e rompevano tutto. Ora il problema è l'Europa, doveva essere un modo per unire le forze come quando marito e moglie si sposano: c'è sempre quello che è ricco e sposa la donna povera per andarsi a bere la dote in osteria, così stanno facendo a Bruxelles, difendono i paesi ricchi e sfruttano quelli più poveri. Lo chiamano patto di stabilità, come se l'alternativa fosse  la guerra. Sembrerebbe quasi una minaccia.

Non ci ho capito nulla di questa protesta, ho domandato un po' in giro che fanno questi forconi e la risposta  è che non lo sanno nemmen loro, per esempio al personale qui mi dissero questo fatto delle etichette. Però se vedo non c'è partiti, non c'è nulla, tu vedi solo il forcone: il prodotto italiano sia italiano, quello francese sia francese, quello tedesco sia tedesco. L'altra mattina il telegiornale diceva: un'altra settimana coi forconi. Ma chi sono poi davvero questi forconi? A me non piace, non l'ho capito e spero che si trovi una soluzione diversa: messi come siamo, ci manca solo che i padroni fan la rivoluzione.