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Assistenza anziani

Il gigolò delle nonnine

LA SERA HANNO PAURA A USCIRE.

AA.VV. - Un bel ragazzo giovane, non trovava lavoro è andato in una di queste case dei pensionati che giocavano a carte. Loro avevano paura di uscire, con queste malelingue che trovi qualche malintenzionato, così ha detto: vi vengo a prendere io. Le signore s'andavano a imbellettare tutte tinte, vedessi i diti cogli anelli (poi chissà se erano finti!). Andò a prenderle in prima serata e ritornavano per le undici o mezzanotte, che vanno a ballare con lui perché la sera di notte hanno paura a uscire, mica per altro. Ne ha trovate parecchie di queste case e ci vive con quei soldi. Le accompagna fuori a fare quel che gli piace, poi le riporta indietro. Era anche assicurato per i terzi, sennò non andava in televisione. Non han detto qual'è la città, però il collegamento con Barbara D'Urso è da Milano e la Vita in diretta è da Roma. Quante ne porta insieme non lo so, dipende se ha la macchina grande o piccola, però l'ha trovato questo posto perché era amico di una persona che lo faceva anche lui, e siccome alla fidanzata di quello non piaceva il suo mestiere e si dovevano sposare, lui ha smesso. Anch'io a me non sarebbe piaciuto per niente, non c'era nulla di sporco ma lavori ne esistono anche di altro tipo.

PURE ALLA MESSA LE ACCOMPAGNA!

Non mi piace perché un pochino è dare adito alle malelingue. Quanti anni aveva lui? Una trentina. Ora fa il portiere di condomini, così il suo lavoro l'ha dato a quell'altro. Quest'altro se trova meglio va via, perché non è mica libero, poi la pensione chissà se la mette a parte: "Voglio comprarmi un vestito, mi porti per piacere al negozio? Devo comprare il pane!", e così via fino alla mezzanotte; mica tutti insieme, eh! Hanno il numero di telefono e lo chiamano. Pure alla messa le accompagna. Allora la conduttrice scherza, lo chiama un gigolò ma non è proprio così. Sono tutte donne che vivono in una casa di riposo. Anche a cena fuori le porta, noi forse non siamo nessuno in grado di fare questi stravizi! Mio figliolo non mi poteva mica accompagnare; anche noi si può ballare e giocare, però qui dentro, se trovi un centro dove ballano al pomeriggio noi si potrebbe forse andare, è che non ce n'è qui intorno: sono posti dove fanno la tombola, per esempio. Quella signora là balla ancora, anche se ha novantatré anni finiti... se i ballerini vanno troppo piano non le piacciono ma nemmeno troppo forte, vedi la dottoressa mi faceva girare la testa quella volta, allora tu cambiasti a suonare "Colomba bianca vola!". Ho 93 anni anch'io, vedi le foto appese qua? E' un carnevale di tre anni fa.

LA SODDISFAZIONE PIU' BELLA E' AIUTARE IL PROSSIMO

Io quand'ero a casa da sola non avevo nessuno, stavo nella mia verandina ma fuori anche l'aria stessa mi dava noia, non uscivo volentieri. Ho avuto tante visite, si prendeva un caffè, si chiacchierava. Così ho passata l'estate. Purtroppo la mia casa è scomoda, il bagno è al piano di sopra, sicché mi fa fatica andare su e giù. Allora quest'anno rimarrò qui insieme a voi. Io vorrei andare a bracciare tutti imiei cari, quel viaggio lì lo vorrei fare che si fa qui a scaldare le seggiole? Avevo chi mi portava a far la spesa, una ragazzina da Firenzuola due volte alla settimana e ci stava un mora o due, ventotto o ventinove anni avrà avuto. Me l'ha mandata l'assistente sociale, è una di qui, molto carina. Mi faceva un po' compagnia o se avevo bisogno di uscire da qualche parte. Non era una badante, solo compagnia un'oretta alla volta che mi aiutava soprattutto per la spesa; prima facevo tanto volontariato, da quando sono in pensione il mio lavoro è stato sempre quello e lo farei ancora adesso, anzi vi dirò che le mie amiche di Firenze vengono apposta a trovarmi anche perché dicevano: "Se si viene da te ci si rilassa!", ora non so se era un complimennto o se era vero per davvero.  Quando mi sentivo giù c'era la processione a vedermi, perché dico a tutti giovani la soddisfazione più bella della vita è aiutare il prossimo. Non solo si dà, si riceve: ora che non posso fare più nulla, vedete in quanti vengono da me. La mattina far le cose da sola mi serviva come terapia, e poi sono anche più uggiosa e i miei angolini mi piace farmeli come dico io. Però un altr'anno non lo so, soprattutto per via della scomodità...

TUTTI INSIEME MI PIACE, MA DA SOLA NO.

Io non lo so se ci andrei più fuori perché mi sono anche affezionata qui; se si va tutt'insieme per esempio quando ci portano a prendere il gelato, a cena fuori qui alla Rocca, come s'andò più d'una volta. Tortellini al sugo, al ristorante proprio! La pizza, poi se si voleva il gelato o il caffè. E la coca-cola da bere una bottiglia alta così, senza vino che noi il vino non si beve. Un bel gelato. Tutti insieme si mi piace, ma da sola no. Ce l'ha regalato i padroni, la prima volta ringraziai il volontario ma lui disse che non era tutto merito suo. Si perché questa signora del ristorante ha avuto la mamma qui per tanto tempo, allora con questa cena ha voluto ringraziare tutte noi per esserle state vicino. Due o tre volte siamo andati a cena, anche quando sono venuti i miei amici. Tu venisti quando c'era il vescovo? La suora mi mandò a prendere. Quand'ero sposata s'andava con mio marito alla passeggiata: era una cosa diversa che io stavo sempre in casa, allora per me voleva dire una gran bella festa. Diceva: "Vuoi prendere il tram?" e io: "No, si va a piedi". Nel viale dei Mille, piazza Cavour, insomma si girava in centro. A quei tempi eran belle anche le passeggiate col tram che faceva Din Don... Din Don...  Ora troppo transito di tutto, macchine e persone, non si cammina più! Tanti stranieri, ma non è questione di stranieri, sono proprio gli italiani. Pensa negli anni cinquanta dietro al Mugnone si vedeva ancora i contadini coi campi, coll'uva, ora tutti 'palazzi. Dal mio vedevo i fuochi di San Giovanni, non è più Firenze di una volta. Uno che mi accompagna oggi bisognerebbe avessi un po' di confidenza, altrimenti chi ci va con uno sconosciuto? Si starebbe freschi! Se avessi uno dei miei amici come quando c'era il mio marito, è un altro discorso. Quelle amicizie ce le avrei ancora però sono messi come me, la conversazione si potrebbe fare in casa. Certo San Piero a Sieve c'è la tombola e il ballo dalle due fino all'undici, però con questa gamba non ci potrei andare; fare la spesa e il cimitero non mi basta mica.

LA SEGGIOLA FUORI DALL'USCIO

Mio marito era una persona che gli piaceva stare in casa cogli amici a pranzo, a cena, lui preferiva così che andare via al ristorante, ma con tante persone, anche tredici, quattordici, quindici. Siccome ho la casa grande li potevo ospitare. Purtroppo non ho l'età di andare in questi posti, se avessi qualcuno che mi accompagna ci litigherei subito perché lui vuole una cosa e io un'altra allora non collabora più con me. Poi non ci mandavan mica di fuori quand'eravamo ragazze, era un tabù. Per uscire la sera non s'aveva i quattrini, non come ora. Si metteva la seggiola fuor dell'uscio. Da giovani il babbo e la mamma venivan dietro a vedere, io e il fidanzato accanto e la mamma dietro, come dice la canzone: "Io mammeta e tu!". Anche in casa. Allora un giovanotto che viene a prendermi non ne sento tanto il bisogno, andar fuori da sola non mi va, preferisco i volontari che ci portano fuori tutte insieme, allora si.

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