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L'emigrazione dei pensionati

VANNO DOVE SI SPENDE MENO.

Vanno via i pensionati dall'Italia in Ungheria, in Romania si trovano le romene, in Bulgaria si trovano le bulgare; con i soldi della pensione italiana fanno la vita da signori, andando in paesi dove si spende meno, con quella pensione stanno bene. Dove c'è Fidel Castro come si chiama, anche a Cuba vanno e un'altra isola, Santo Domingo, un mio amico s'è comprato la casa ed è rimasto lì colla moglie. Così han detto, io se ero più giovane andavo. Ora si fa il cambio, gli stranieri lavorano qui e noi andiamo a lavorare da loro. Io sono nata tant'anni indietro ma se fossi più giovane avrei anche una mente più aperta nell'agire e può darsi che andassi, oggi come si fa a dirlo? Ho 93 anni! Da ragazza preferivo stare in Italia anche perché non s'aveva i quattrini d'andare all'estero, avventurarmi in un posto sconosciuto mi spaventa. 

VOLEVANO FARE L'IMPERO...

E' sempre esistito questo fatto, ai tempi di Mussolini i nostri andavano a lavorare in Africa e in tutto il mondo! Vedevi le camice nere che cantavano Faccetta Nera, volevano fare l'Impero! E lo fecero, vinsero ma per poco che li ricacciarono subito indietro. Mio babbo non aveva l'assicurazione per il avoro, vennero il patronato di Pistoia ma non ci volle entrare perché doveva fare la tessera del partito e non la voleva, così pensione non ne tirò mai, lui diceva: "I partiti son quattro famiglie!". Sai i biglietti della mia mamma, per convincerlo? Anche sul quaderno la maestra me lo scriveva, che mi sarei vestita da piccola italiana, camicetta bianca e sottanina nera. La befana fascista dava mandarini solo ai figli dei fascisti: quelli avevano tutti gli aiuti, gli passavano i libri, i vestiti, a noi invece no, così dopo un po' uno emigrava all'estero, non trovando opportunità. 

NON E' COME ORA, CHE ENTRANO COME SONO

C'era chi andò in Australia chiamato da un parente, dopo però aveva due figlioli dalla sua mamma in Italia e li voleva richiamare questi figlioli, infatti fece tutte le pratiche, quando arrivarono una la presero e l'altra no perché le trovarono qualcosa agli occhi. Sicché una figlia dalla nonna, una in Australia.  Non è  come ora, che entrano come sono. Prima guardavano ogni cosa, mio fratello controllarono fino alla settima generazione, quando non sette almeno tre. Però se vuoi lavorare all'estero la prima cosa che conta è sapere le lingue, io so solo l'italiano e il fiorentino perciò niente da fare,  mio babbo e la mia mamma mi mandarono fino alla quinta elementare, poi a quell'epoca non c'era mica le medie, l'obbligo fino a quattordici anni: quando tu avevi fatto la quinta eri a posto, molti si fermarono alla terza e poi andavano nei campi. Da noi a Casanova non si poteva venire nemmeno a Firenzuola per la quinta perché non c'era mezzi, io che volevo fare la maestra non ho potuto. Però mi son difesa bene ugualmente nella vita, ho sempre lavorato, facevo la commessa in un negozio d'abbigliamento e sono rimasta lì fino alla pensione: si vede ci prendevano anche senza la laurea, l'ho fatto volentieri perché mi piaceva il contatto delle persone, arricchisce. Non avrei mai potuto emigrare perché non mi sarei allontanata dalla famiglia, non ci pensavano neanche i miei genitori. 

IL RAGAZZO DELLA VIA GLUCK

Prima quando erano all'estero mandavano i soldi e mettevano da parte per tornare a casa colla pensione, ora succede l'inverso: hanno lavorato una vita in Italia e quando sono pensionati se ne vanno. Qua non sentivamo nemmeno parlare degli emigranti, io conoscevo un'amica della mia sorella che andò in Francia fu chiamata come cameriera in un albergo e la misero a dormire insieme a un'altra cameriera; quand'era nata non avevano saputo se segnarla femmina o maschio, alla fine s'è scoperto che era un uomo quando mise incinta quell'altra in albergo, allora le venne paura di fare il soldato e non tornò in italia. Sono i manfruiti, come li chiamano? Ermafroditi! Noi però non si sentiva nemmeno parlare di queste cose, al più cantavano una canzone: "Partirono i bastimenti per terre lontane"... Però è vero che andavano lontano a fare le strade, specialmente negli anni '30, ero una bambina ma lo dicevano; alcuni in Francia, poi tornavano tutti belli, a me sembravano meglio di quando sono partiti. Era un paese molto avanti rispetto al nostro e aperto agli stranieri, già nell'800 e fin dall'epoca di Napoleone era così. Anche in Germania andavano, in Belgio. Alcuni emigravano sempre in Italia ma lontano da casa, o dal sud al nord, oppure dalla campagna alla città nel dopoguerra, la gente è affluita  creando la famose 'periferie'. Campagne tutte sfollate, città che sono esplose. Poi quando hanno fatto un po' di soldi ritornano, come il ragazzo della via Gluck! Tu hai visto che ora Celentano ha la figliola piccina che è lesbica? Basta che sia contenta, lui ha detto, ma non c'entra niente questo. 

SE ANDAVI PER SERVA ERA VERGOGNA

Sarei andata per serva, lo dicevo sempre: "Voglio andare anch'io!" ma mio babbo no perché era una vergogna, anche quella un'emigrazione, non tornavano mica a casa la sera come adesso che fanno le ore, restavano lì giorno e notte. Casa mia, casa mia, tu mi sembri una badia per piccina che tu sia! Ho lasciato il paese e a Firenze sono stata meglio, per 45 anni. Non era all'estero, ma considerando che la dogana era qui sopra una volta, anche i confini erano diversi; d'altra parte se qui non c'era punti lavori, che tu volevi fare? Adesso vedi solo villeggianti, sono andati via tutti. 

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