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L'ottava rima non è per gli eruditi

In questa pagina ho voluto ricostruire a mente il decalogo di Massimo Zacchi di cui parlo nel libro. Il racconto si rivolge sempre a chi l'ascolta, privilegiando l'etica all'estetica. La forma poetica è funzionale alla memorizzazione del testo, la poesia stessa è qui intesa come un'arte della memoria. Per approfondire il tema specifico suggerisco gli studi di Placida Staro e Massimo Zacchi sul Canto delle donne antiche.

Decalogo di Massimo Zacchi

Usare meno arcaismi possibile. Il racconto dev'essere comprensibile a tutti e memorizzabile quasi al primo ascolto. Il linguaggio è quello corrente nel tempo e nel luogo in cui si scrive. Tra due modi di dire la stessa cosa è sempre meglio usare il più intellegibile qui e ora. Prima il soggetto, poi il verbo. Troppe licenze poetiche distraggono dall'ascolto. Meglio utilizzare forme semplici in cui il soggetto precede il verbo.Serve a ricostruire correttamente le sequenze. La concatenazione delle strofe è garantita dalla ripresa delle rime, il fatto che siano multiple di tre aiuta a capire se manca qualcosa. Personaggi e ambientazioni vanno presentati nelle prime tre ottave: la concentrazione in chi ascolta va e viene, il prologo aiuta a riprendere il filo. Bianchi e neri: dev'esserci uno scontro chiaro tra personaggi buoni e cattivi, che rappresentino vizi e virtù reali. Meglio ancora se il duello è fisicamente rappresentato. La lettura è salmodiata o cantata. Gli accenti forti si alternano a quelli deboli per favorire la concentrazione. Quartine autoconclusive: dopo il quarto verso c'è sempre un punto, o un punto e virgola. Anche questo è un espediente utile a ricostruire le parti mancanti del testo e adattarlo al canto. Allitterazioni, assonanze e rime interne: privilegiare sempre il contenuto sulla forma, un'attenzione eccessiva all'estetica può distrarre chi ascolta e rendere la storia meno intellegibile. Poche figure retoriche e scelte con cura. L'individualismo non paga, un lavoro è tanto più riuscito quanto meno 'personale' risulta lo stile, quanto più l'autore sa mettersi da parte. Il complimento migliore che possano farti è che non sembra scritto da te. Non si può lasciare aperto nessun interrogativo. La storia è tenuta a risolvere i problemi posti all'inizio, il vizio dev'essere punito anche se la virtù ne è sopraffatta. Non sempre sono i buoni a vincere, ma tutte le lacerazioni vanno in qualche modo ricomposte.

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