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18. La stella polare.

“Mi raccomando, fai per bene sempre!”. Spoleto, neanche Annibale riuscì a prenderla. Lontana e fuori mano, due passi dal centro del mondo che tutti lo sanno, attraversa i birilli sul tavolo da biliardo in quell’osteria a Foligno. Terra di lupi, eremiti, sibille. Donne potenti, lei m’arriva si e no al petto, due occhiali spessi le ingrandiscono gli occhi chiari e innocenti, tutt’altro che ingenui. A vederla si direbbe un personaggio di quei romanzi che pubblicavano a puntate nell’ottocento. Nessuno li legge più, nessuno ascolta i vecchi. Le mode passano, il mondo cambia e l’allegria la vien dai giovani: un battello ubriaco, non ha bussola né timone. Dove pensi di andare, se non sai da dove vieni? Ovunque, come dire in nessun luogo. 

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