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16. Nessuno impazzisce da solo

Me lo ricordo sdraiato sul letto a fumare, sotto una grande nave da guerra appesa colle puntine da disegno alla carta da parati. Non usciva mai di casa, non da solo almeno. Temeva gli spazi aperti, soffriva in quelli chiusi. Non parlava, sibilava. Aveva bisogno di tutto. Il mobilio pieno d’ammaccature, porte scardinate; brutta cosa la psiche. Già, la psiche: tanto l’aveva studiata, da perderne il controllo. Con me giocava a scacchi, discuteva di filosofia, veniva anche in piscina a nuotare, forse perché lo trattavo come una persona normale, s’immedesimava nella parte. Studiava tutto il giorno. Sapeva fare solo quello, scrivere e leggere. L’immaginazione è realtà, così diceva sempre: gli ci voleva un buon antropologo non uno psichiatra, l’ho capito quand’era troppo tardi per salvarlo... (Continua...)

16. Nessuno impazzisce da solo
#Beethoven Sonate per pianoforte
Leggi & ascolta: http://goo.gl/u9DBvq
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