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34. Soul climbing

Davvero lo fai per lavoro? La ragazza mi sorride sospirando come una liceale innamorata, in realtà so bene che non vede me, sta contemplando solo un'idea incarnata. La sua. Contraddirla non servirebbe. Poco le interessa chi sei veramente, ha bisogno di un'alternativa temporanea alla realtà. Deve trovare esattamente quel che cerca in te. Col sole di tre quarti la scena è tua, basta salirle sopra le spalle. Raccogliere nuove adesioni. Ma per fare questo devi tradirla. Tutte le persone hanno un punto debole, non è poi difficile trovarlo e pizzicarle proprio lì. Sensibile ai dettagli, vestire camminare parlare, spille tatuaggi, le scarpe, un appiglio si trova sempre. Mentre scambi due parole con uno, se ne fermeranno altri due o tre. Fingi d'ignorarli per qualche secondo, il tempo di studiarli con la coda dell'occhio, intanto continua a mantenere l'apparenza del dialogo e quando sei pronto alza un poco il volume della voce; la conversazione avrà uno scatto, da privata diventerà pubblica. La ragazza innamorata si sentirà sopraffatta e nella confusione probabilmente la perderai, schiacciata nel sentimento sotto il peso della folla: non pensare a lei, devi tenere il ritmo in crescendo altrimenti perdi anche gli altri, soffia sul fuoco, gioca sulle manie di persecuzione, fai leva sulle debolezze. Arrampicati sulle loro anime intrecciate ad albero. Non ti piace sentirtelo dire, ma sarò spietato nel raccontarti la verità così come l'ho imparata, così come ha ferito me. Perché tu possa riconoscere un diavolo quando lo incontri. Il disgusto a cui intendo portarti è necessario, cerca di capirmi e se puoi, perdonami: queste cose l'ho studiate solo per poterle distruggere.

Si son fermati nel luogo esatto in cui vennero sorpresi dalle scintille, pietrificati dalla polvere di stelle; ora è il momento di radunarli come un cane pastore mette insieme le pecorelle disperse. Fai loro cenno d'avvicinarsi per occupare meno spazio, come fosse una questione di senso civico; in realtà la forma stessa del cerchio è una trappola, ognuno soggetto allo sguardo degli altri per cui andarsene diventa una responsabilità, non basta riprendere il cammino bisogna fare una scelta. Se rinuncio, lascio un vuoto. Vengano secondo il suolo da coprire, sotto un portico li avrai praticamente addosso, in piazza puoi tenerti più largo; l'importante è proteggere lo spazio che segni, nessuno può entrare e uscire dal recinto senza il tuo permesso, o senza che tu l'abbia messo consapevolmente in ridicolo. Colpirne uno per educarne cento. Finché in prima fila non c'è almeno un bambino, o una mamma col passeggino, non puoi cominciare; ci vogliono almeno venti persone convinte, una parte la perderai dopo la prima strofa, il nucleo stesso catturerà l'attenzione degli altri, che riempiranno i buchi. L'incanto non dura quasi mai più di 15-20 minuti, puoi ripetere il gioco ricambiando la massa di manovra, a quel punto saranno pronti per la commozione: una storia potente, una musica struggente. Presenta le pubblicazioni, solo allora sciogli l'assemblea. Dal momento in cui la prima persona s'è fermata, a quando hai distribuito l'ultima cassetta e raccolto l'ultima offerta, è passata circa mezz'ora. Mandali via, han già dato non servono più, nessuno te lo viene a dire ma è così che funziona! Due o tre rotture come quella fan giornata. Rientro al carrozzone soddisfatto, più semplice del previsto. Caronte non parla, s'è chiuso in un silenzio che pesa come un macigno. Lo so bene è per quella ragazza sparita prima che iniziassi a cantare. Guardava in basso e scuoteva la testa. Una delusione è per sempre! L'ho usata per arrampicarmi sul suo cuore e ballarci la polca... E' andata bene, si. Ho avuto anche buoni contatti e un paio d'ingaggi. Ma se annuso intorno a me, sento l'odore della morte. (Continua...) 

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