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35. Urban carillon.

Il direttore artistico è un tipo grasso e un po' sudaticcio, mi viene incontro si leva gli occhiali passando il fazzoletto sulla fronte. Una brava persona, ha intuito il potenziale e lo sfrutta come può. Ha notato che un solo matamoros davanti alla vetrina del suo negozio può forzare l'aggregazione attirando clienti, come negli Stati Uniti il pagliaccio davanti alla tavola calda. Ne basta un secondo all'altro capo della stessa via, il pubblico oscillerà come un pendolo dall'uno all'altro, due punti spettacolo attivano una processione di consumatori ininterrotta dall'ora di cena fino alla mezzanotte. Non è difficile, vero? Bene, adesso replica il sistema in ogni via del centro storico, raccogli un po' di finanziamenti dalle botteghe e usali per pagare un buon ufficio stampa, gli artisti faranno carte false per mettersi in vetrina senza chiederti nemmeno un compenso e tu porterai migliaia di persone a sguazzare tra i sampietrini col gelato che si squaglia in mano. L'idea merita un premio per la migliore trovata di promozione turistica negli ultimi cinquant'anni. Poi magari chiamarla cultura si fa un po' fatica, ma intanto sull'onda nascono centinaia di rassegne basate sullo stesso principio. Se non vuoi mettere gli artisti in concorrenza e sperare vengano per la gloria, bisogna dar loro un buon motivo per trovarsi in quel posto alla tale ora, adattandosi alla postazione assegnata; il patto è che sappiano tenere un pubblico per quella mezz'ora necessaria a forzare l'aggregazione. Con qualsiasi mezzo. Siamo in tanti, possiamo alzare il tuo compenso abbastanza da legarti per la vita: forse non era quello che volevi quando hai preso la strada, ma paghiamo bene e in contanti. Compriamo il tuo silenzio. Ricordo gli studenti all'Istituto di Comunicazione, giovani rampanti promesse della propaganda e della pubblicità, venivano apposta da Bologna per studiare il fenomeno. Trecento artisti si alternavano da un centinaio di postazioni, non finivi mai di goderti uno spettacolo dall'inizio alla fine perché avevi fretta di scorrere le vetrine. Zap! Che danno in vicolo San Michele? Alla fine le scimmie del circo non guadagnavano un soldo, quel poco di visibilità portava loro due tre servizi durante l'anno e qualche amico nel settore.

Così nasce il nuovo mainstream. Inutile dire che i parametri sono gli stessi della radio e della televisione, anche gli artisti se vai a vedere son poi quelli, ne trovi pochissimi in giro a piazza morta, la maggior parte segue diversi progetti con più d'una formazione. In pochi anni viene a formarsi una poetica della strada, con quel pizzico di teatralità fra il surreale e il futurista che dia nell'occhio ma non metta strane idee in testa alle persone. Si può tollerare una frecciatina qua e là, se non disturba la processione. Precedenza al fuoco, le arti circensi, la ginnastica artistica, l'acrobatica, le jongleurs, mimo e clown, qualche burattino ma che non faccia della satira fuori luogo, non dimenticarlo stai lavorando per l'associazione commercianti e l'assessore al turismo. Il fiore della reazione. L'intellettuale vai poi a farlo quando sei a casa tua! Siamo gente di poche parole, se ti senti un poeta allora mettiti il costume dell'amanuense e portati lo scrittoio, la penna e il calamaio, o una pannocchia sul leggio. Basta che mi fermi la gente. Definito il format nascono vere e proprie scuole, con tanto di negozi per l'acquisto delle attrezzature. Si organizzano seminari, corsi, open stages che muovono decine di artisti e occupano altrettante camere d'albergo, posti al ristorante, consumano birre medie al bar. Le agenzie si specializzano nel settore, pubblicano cataloghi esattamente come per le altre forme d'intrattenimento. Sei dentro, o sei fuori. L'arte di manipolare le folle ha prodotto il sonno della ragione per migliaia di cittadini e dato da mangiare a tantissimi giovani entusiasti. La sera, quando rientro nel carrozzone, quel vecchio scorbutico di Caronte non mi saluta più nemmeno: ora non vedo che un mezzo di locomozione con annesso vagone letto. Sta succedendo qualcosa che non so spiegarmi. Guadagno bene, vendo anche molti nastri, ma l'impianto di registrazione è fermo da mesi e la sera fatico a prendere sonno. (Continua...)

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