Crea sito

36. Mani sporche di sangue

Un freddo mattino d'aprile quel vecchio demonio prende su i pochi stracci che s'era portato, esce dal carrozzone, si volta mi guarda fa cenno di seguirlo; ho i piedi in una bacinella d'acqua fredda, come sempre appena sveglio, attiva la circolazione sopporti meglio le temperature estreme. Un paio di calzini al volo, stivali e giacca, esco all'aperto. Caronte cammina avanti a me senza dire una parola, sento solo il suo respiro pesante, affannoso. Mi conduce dietro quella siepe al parco delle oche, dove me n'andavo a rincorrere i pensieri che svolazzavano liberi come farfalle in primavera; la mansardina dell'avvocato è proprio là dietro. Nel fosso m'indica il corpo d'una ragazza, coperto di sangue. Uno spettacolo orribile, ma chi? Cosa? La tua anima. L'hai uccisa tu. Guardati le mani, sono sporche di sangue. Mi sveglio in prenda al panico, devo smettere d'ascoltare quella roba alla sera. Vestirsi in fretta, c'è molto da fare. Progetti da spedire, pieghevoli da impaginare, telefono; penserai mica di tornare negli stessi posti dell'anno scorso con l'attrezzatura che avevi prima? Devi sorprenderli, se vuoi alzare la posta. Crescita sostenibile. Ho visto un apparecchio digitale per gli effetti sonori, un nuovo impianto che non emette ronzio, un subwoofer piccolo e leggerissimo. Investi in attrezzatura, se vuoi cavalcare il temporale. Un calcolo rapido, quanto incide sull'oro del Reno? Non è facile a dirsi. Per il momento preferisco tenermi al di sotto della soglia di povertà, le tasse che pago in più me le restituiscono a fine anno, se oltrepasso quel limite perdo le detrazioni finisco a correre su e giù, come vedo fare a tanti compagni. Produci, figlia crepa. Meglio volar basso, per arrotondare mi tengo la piazza: è libera, paga poco ma subito, nessuna pressione fiscale. Soprattutto lascia del tempo libero quanto basta a tenersi un passo avanti.

La soglia è in effetti di poco inferiore a quanto serve per vivere s'un carrozzone, l'incasso poi si restringe man mano che gonfi il reddito, vuoi forse scoppiare come il rospo della favola? Un giorno alla settimana di mercato, un servizio al mese nelle rassegne organizzate, hai voglia a rosicchiare l'osso ne rimane anche per le nuove produzioni: leggere studiare scrivere imparare. Ma il tempo libero a che ti serve, se poi gli appunti marciscono dentro un cassetto, se non componi più musica e parole... Stai diventando un macchinario per la scena, un vampiro senz'anima. In piazza blocchi il passaggio come niente fosse, sollevi un sopracciglio si sciolgono le cateratte, il vigile anziché mandarti via lascia la mancia. L'importante è vendere, poco importa se per una folla capricciosa tradisci un cuore innamorato. Nel tuo recinto si fermano adesso personaggi che contano, cantautori affermati, registi del cinema, attori della televisione, t'invitano a suonare in casa loro vogliono imparare il tuo sistema, perché non sei un giullare, è evidente: sotto la scorza del granchio traspare ancora la preparazione del trovatore, del verginello. Quando te lo chiedono, sei capace di far le ottave all'improvviso. Dar fuoco alla piazza usando soltanto la parola, il suono musicale. Senza un'orchestra alle spalle e cantando poesie complicatissime, piene d'assonanze, rimandi interni, cariche d'un simbolismo da cubo di Rubik. Un rompicapo. Senza nemmeno un microfono tiri giù le donne dal balcone, è un fulmine a ciel sereno e vogliono capire come fai. Ma dov'è finito quel giovane studente di buona famiglia che scriveva la tesi di laurea seduto al tavolo del bar? Dov'è il sognatore che componeva a mente le canzoni dalla panchina del giardino pubblico? E' là nel fosso, coperto di sangue. Una fanciulla in fiore. L'hai uccisa tu. Caronte sparisce nella nebbia del mattino, sei rimasto solo. Credevi di poter cavalcare il drago, s'è imbizzarrito e vola più in alto di quanto vorresti, non sai riportarlo a terra; in balìa del vento, della pioggia, un po' troppo vicino al sole. Consapevole del rischio che corri, hai le mani sporche di sangue. Non sei quel che sei. Le muse t'avvertono in sogno. (Continua...)

PRECEDENTE          INDICE DEI RACCONTI          SUCCESSIVO