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LA VOCE DELLE NOVANTENNI

Recensione: E. Nizzoli, "Ciao amore mio".

Firenzuola (FI), 4 Marzo 2014

AA.VV. - Intanto grazie all'autrice per averci mandato il libro, se lei ha fiducia su di noi. A quanto ho capito mi sembra anche una persona forte e coraggiosa, che abbia saputo dare molto di lei a chi la circondava; la prima volta mi sembrava un libro più facile nel senso di attualità, allora si rispondeva bene: parlava in modo molto semplice della vita e della famiglia, poi però andando avanti nella lettura con tutti quei particolari me l'ha un po' sciupata, lo scritto scivolava meglio prima e dopo s'è perso; a me piace un libro che scorra, che c'è una storia da seguire, troppe divagazioni perdo il filo e non mi interessa.

TROPPI PARTICOLARI DISTRAGGONO

Tu vedi per esempio quel libro di Danielle Steel che mi hai portato la settimana scorsa, La casa di Hope Street: anche quello parlava di una giovane vedova che il marito l'aveva ucciso un pazzo, e lei che era un avvocato cinque figli si tirò su tutta sola, andavano a scuola, in palestra. Però con meno particolari, solo quelli che servono a capire; certo ognuno esprime la propria personalità e non c'è una critica da fare, solo che dopo le prime venti pagine ho dovuto smetterlo che non riuscivo andare avanti. Che importa sapere il nome della merendina, è anche pubblicità e non sta mica tanto bene, oppure il nome del cantante, il titolo del telefilm, sembra di leggere quello che è successo ai divi e lo sa tutto il mondo. Per noi si dice il nostro giudizio: è stata molto particolareggiata e questo a noi stanca un po', ma non ci sentiamo di dare consigli; lei continui pure ad essere se stessa, poi c'è chi gli piace e chi no.

L'ARTE COME TERAPIA

Una cosa però m'è piaciuta moltissimo, Lei è stata brava a usare l'arte per elaborare il suo lutto, è un po' quello che facciamo anche noi qui scrivendo, cantando e ballando. La incoraggiamo quindi a scrivere ancora, magari con qualche particolare in meno. Anch'io ho perso mio marito presto, dopo sette anni di sanatorio mica un giorno: avevo 32 anni, ma è cominciata a 25; l'ho superato con la forza, devo tanto a mio figlio perché la sera quando andavo a letto dicevo: "Signore mio ti ringrazio di avermi dato questo bambino". Sono stata anche fortunata, persone vicino che mi trasmettevano il coraggio, nelle mie condizioni non c'era posto nemmeno per il divertimento. Così ho incominciato a fare il volontariato aiutando le persone anziane e malate, portando i bambini al parco se i genitori lavoravano, l'ho fatto per una vita intera e mi ha aiutato, anzi ancora oggi mi vengono a trovare e forse mi viene da pensare che il bene fatto a me sembra di ricevere più di quel che ho dato.  Anche una giovane scrittrice che mi manda il suo libro , non è che uno si sente importante, però sono realizzata perché capisco che la mia opinione è tenuta ancora in conto. La ringraziamo di cuore e se scrive qualcos'altro non dimentichi di mandarcelo!