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Suonar ballando

Dal Cd/Book L'asino il leone la colomba

 

... E BENE VENGA MAGGIO!

Si doveva costruire lo strumento in funzione di chi lo avrebbe suonato evitando strappi muscolari, storte, infiammazioni, tenendo conto che il fatto stesso di cantare in movimento obbligava a una sollecitazione del diaframma e un'esposizione a correnti d'aria che rendeva impossibile effettuare più di 3-4 giorni lavorativi di seguito senza avere un abbassamento della voce. Bisognava quindi eseguire dei movimenti ritmici mantenendo le normali condizioni di equilibrio con il minimo sforzo, non c'era altro modo di suonare se non quello di ballarci sopra, l'esperienza maturata nelle veglie che venivano organizzate in quegli stessi anni dall'associazione E bene venga maggio si rivelò decisiva perché di fatto i passi necessari per suonare la tacabanda erano gli stessi già acquisiti nella pratica del ballo staccato.

 

 

UN ERRORE PUO' COSTARTI CARO

Gli incontri nella stalla-officina di Lama Grande sono serviti non solo a sviluppare la manualità prendendo confidenza cogli strumenti di lavoro, ma anche a comprendere quali problemi di salute possono derivare da eventuali errori nella fase di progettazione e come evitarli, si poté realizzare quindi uno strumento che pesava ben 15 kg (più l'acqua da bere e le monete nel cestino) il cui bilanciamento dei pesi fosse tale da potersi caricare sulla schiena senza problemi, suonando per molte ore di seguito con una certa disinvoltura: l'età di Annibale e la sua esperienza di vita, oltre che l'abilità come artigiano e le competenze come suonatore, furono indispensabili; se per costruire una tacabanda avessimo semplicemente raccolto delle fotografie in internet, il risultato sarebbe stato sicuramente diverso. Nella foto qui sotto l'evoluzione successiva, costruita nel 2011 pesava circa 7 kg.

 

 

UN'ICONA FINE A SE STESSA

La pratica sullo strumento è durata circa tre anni con risultati sorprendenti, lo studio per arrivare a questo modello raffigurato nell'immagine qui sopra ne ha richiesti altri sette, nel complesso circa dieci anni. Tuttavia a lungo andare s'è avvertita l'esigenza d'interromperla perché il suono dei tamburi di fatto sovrastava il canto e l'accompagnamento di chitarra, suscitando così la curiosità in un pubblico poco attento al suono musicale o al significato delle parole contenute nel testo, affascinato più che altro dalla sigolare combinazione dei movimenti; lo strumento stesso era diventato un'icona fine a sé stessa e creava un tipo di aggregazione non spontanea, ma condizionata da una forma di incanto sonoro che stimolava l'ascolto passivo: era il simbolo di un fallimento, la sua funzione era di richiamare l'attenzione là dove la semplice parola non bastava a destare interesse negli ascoltatori. La tacabanda è uno strumento adatto a un grande mercato, a una fiera annuale, non a un banchetto conviviale né a uno spettacolo teatrale, né a una veglia privata; quando ci si può permettere di suonare con persone vive è sempre meglio che arrangiarsi con le cordicelle ai piedi. (Continua...)