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Vendita opere del proprio ingegno

Tante sono le leggi da osservare e il rischio di incorrere in sanzioni è sempre dietro l'angolo. Gioverà allacciare dei rapporti sereni col territorio e costruirsi una credibilità con le persone che lo vivono, evitando che si formino rivalità, invidie, antipatie personali. Lasciare senpre un bel ricordo di sé ovunque si vada è presupposto indispensabile a potervi ritornare. In questa pagina renderemo conto delle leggi in vigore che potrebbero interessare l'attività di chi vende opere del proprio ingegno nelle aree pubbliche. E' una ricerca dilettantistica, sempre in corso per cui fate sempre leggere al vostro commercialista prima di prendere iniziative personali. Torna a visitare la pagina, lascia il tuo commento

Si possono vendere oggetti di propria creazione, intesi come opere dell'ingegno creativo conseguiti nell'esercizio per un'azienda commerciale, senza necessità di un'autorizzazione amministrativa e senza l'obbligo di rilasciare uno scontrino. In questo caso non pagano l'Irpef (già assolta dal datore di lavoro) ma vanno comunque dichiarati come redditi diversi. Per opere dell'ingegno creativo s'intendono  anche le pubblicazioni di natura scientifica, realizzate anche mediante supporto informatico. Diverso è il discorso per l'artigianato e le professioni autonome, che seguono una normativa diversa. Questi provvedimenti risalgono al 1991 e perseguono lo scopo di allargare la base imponibile, creare nuove fonti di reddito e sostegno all'occupazione, promuovere la trasparenza del mercato, la concorrenza, la libertà di impresa e la libera circolazione delle merci, l'efficienza della rete distributiva, l'evoluzione tecnologica dell'offerta e il contenimento dei prezzi. Per le opere dell'ingegno dunque oltre all'esonero dall'obbligo di rilasciare uno scontrino fiscale e di presentare una bolla d'accompagnamento. Fatto salvo tutto ciò che interessa la legge sul diritto d'autore, la distribuzione in questo caso è libera, purché in forma itinerante: il commercio sulle aree pubbliche non deve occupare in modo stabile porzioni di suolo pubblico, altrimenti richiede un apposito permesso. Per occupazione di suolo pubblico s'intende qualsiasi cosa poggi in terra che non siano le proprie gambe: anche un cappello o una valigia, occupano suolo pubblico. Stesso discorso vale per gli assembramenti di persone riunite per assistere a una performance o a una presentazione commerciale, anch'essi costituiscono occupazione di suolo pubblico. Le sanzioni contemplano la confisca delle attrezzature. Se però il venditore è in grado di esercitare sulle aree pubbliche in forma itinerante, rispettando le normative locali che disciplinano l'uso del suolo pubblico, senza disturbare o arrecare intralcio alla quiete, senza fare assembramento di persone, osservando le norme relative al diritto d'autore e distribuendo prodotti comunque realizzati per conto di un'azienda con regolare contratto di collaborazione, allora non è necessario lo scontrino fiscale, non serve la bolla di accompagnamento e non si paga l'Irpef quando l'imponibile rimane sotto il limite delle detrazioni stabilite dalla legge. Va comunque dichiarato l'incasso alla voce redditi diversi e se superiore al minimo consentito, è soggetto a imposte fiscali.  Si consiglia di consultare sempre il proprio commercialista prima di prendere qualsiasi iniziativa personale.

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